M1 è il processore proprietario (Silicon) di Apple che è super veloce ed ottimizzato ma non esente da qualche limitazione. Ecco alcune utili domande e risposte
Apple ha tirato fuori dal cilindro una nuova magia, si chiama M1 ed il suo processore creato da zero su architettura ARM che unito ad una ottimizzazione con il suo sistema operativo macOS, permette di raggiungere prestazioni incredibili. Un vero miracolo che dopo i test di chi lo sta utilizzando mostrano come Apple abbia lavorato benissimo e rivoluzionato il mondo dei notebook come non accadeva da tempo.
Infatti tutti i benchmarck e test sul campo, hanno mostrato come la soluzione creata e studiata da Apple per fornire il massimo delle prestazioni sui suoi computer con il suo sistema operativo, è davvero di un altro pianeta. Prestazioni elevatissime, app che si aprono in un istante, surriscaldamento ai minimi, consumi gestiti al meglio anche se c’è ancora qualcosa da migliorare come compatibilità con le app.

Infatti rispetto ad un tablet, come un iPad, su un normale notebook di solito si hanno diverse finestre e programmi aperti, che collaborano tra di loro per ottenere un risultato, come ad esempio un software per modificare foto, uno per modificare video, intanto guardiamo un video o modifichiamo un documento ed in mezzo ci mettiamo una videochiamata con uno software come Meet, Teams o Zoom.
Insomma una o tutte di queste cose, anche in contemporanea, non scalfiscono neanche un pochino il nuovo processore Apple M1, che abbinato ad almeno 16GB di RAM consentono di avere una macchina perfetta. Tutti questi elogi però non sono oro che luccica ma solo l’inizio di una strada che porterà Apple a rendere il chip M1 perfetto solo nel corso dei prossimi mesi. Ecco perché.
Cose da sapere prima di comprare un MAC con Apple M1
1. Compatibilità con le App
Apple Silicon è il nuovo SoC proprietario ed M1 è la prima versione della CPU creata da zero e la compatibilità delle app è un nodo fondamentale. Infatti è sicuramente il primo nodo da sciogliere, la compatibilità con le app dove in molte sono studiate e adattate nativamente a processori x86 mentre con ARM devono essere riprogrammate per adattarsi meglio alla nuova architettura.
Molte applicazioni funzionano, anche se non nativamente studiate per ARM, si aprono e funzionano egregiamente, questo merito dell’emulatore Rosetta 2 (la seconda versione dopo quella sviluppata per PowerPC), che traduce le istruzioni in tempo reale permettendo una compatibilità allargata a moltissime applicazioni.
Ad esempio Android Studio, la suite per creare app di Google non funziona la simulazione, ma funziona sia la compilazione che usare il programma, ed anche VirtualBox e Docker funzionano parzialmente. Tutta la suite di Microsoft Office funziona alla grande (anche se disponibile in versione Beta), tutte le app di Adobe, incluso Photoshop e Premiere funzionano alla grande.
Anche tutti i software di video chat come Teams, Meet (web) e Zoom funzionano senza problemi. Alcuni problemi che sono presenti è la mancata sincronizzazione dei file con Google Drive & Sync, più che altro un problema di Big Sur e non di M1, e alcuni plugin di Photoshop non funzionano correttamente e non si installano neanche.
Molti software provati attivano Rosetta, questo vuol dire che sono emulati ma che alla fine dei conti funzionano a dovere senza problemi di sorta. Non funziona Pro Tools (non funziona neanche con Rosetta) ma funzionano senza problemi Audacity, tutti i software di Apple funzionano senza alcun problema, come Garageband, Logic o tutti i giochi di Apple Arcade, come The Last Campfire o Beyond A Steel Sky.
2. Quantitativo di RAM da acquistare
I vari benchmark che si trovano in giro mostrano che 16GB di RAM sono più che sufficienti per gestire tutte queste operazioni. Su piattaforma Intel ne servono il doppio, ma con Apple M1 la gestione della RAM è davvero ottimizzata anche merito dell’SSD molto veloce. Anche con 16GB la macchina gira alla perfezione e non va mai in affanno anche con diverse app “pesanti” aperte.
Dovete però sapere che nessuno dei nuovi modelli può essere configurato con un quantitativo di memoria RAM superiore a 16GB, non è presente nel configuratore ed inoltre in nessun caso è possibile usare una eGPU, scheda video esterna, sui nuovi MacBook il che ne limita l’utilizzo in ambito professionale di altissimo livello.
Se ovviamente lavorate con video e file RAW pesanti dovete passare a 32GB (al momento non possibile), ma quello è un discorso diverso che prende solo pochissimi utenti, che probabilmente non useranno workstation e non più un notebook per lavorare a tempo pieno su progetti estremi. Questi sono però casi unici in cui un notebook Apple può essere solo una soluzione di emergenza per lavorare in mobilità.
3. Consumi batteria Batteria
Se le prestazioni eccellenti non vi bastassero, dovete sapere che i nuovi MacBook con processore M1 consumano ancora meno e tengono bassissime le temperature. Con gli Air addirittura si arrivano a 20 ore di autonomia e con i Pro a circa 18, impressionante. Un salto di livello non da poco che porta gli standard a una tenuta elevatissima anche se c’è da vedere come la batteria terra nel tempo.
Questo è un altro miracolo di Apple che ha aumentato le prestazioni a dismisura, diminuendo il consumo di batteria bel oltre il 10% rispetto alla precedente generazione. Con la CPU che lavora al massimo il consumo di batteria scende del 5-6% ogni ora, tenendo i consumi in linea con quanto dichiarato sulle schede tecniche.
4. Webcam solo a 720P
In tutta questa perfezione c’è la nota fotocamera anteriore (webcam) che ha una risoluzione a solo 720p, ci saremo aspettati almeno un FullHD vista l’importanza nel mondo attuale. Con lo smart working al massimo e videoconferenze a go go, è ormai importante avere una webcam di qualità. Va meglio che sugli altri modelli ma la qualità non è il massimo tenendo conto anche dei modelli concorrenti.
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